Avevo visto questo libro durante i tre giorni passati a Ferrara due anni fa, ma avevo rimandato l'acquisto pensando che sarebbe stato più comodo comprarlo a Genova
(noi viaggiamo sempre in treno) per poi accorgermi subito che trovarlo sarebbe stata un'impresa! Fnac, Feltrinelli, Mondadori, un altro paio di librerie locali: tanti due di picche e nessuno ha
mai neppure voluto provare a farmelo avere
Alla fine l'ho comprato on-line, ma anche lì ricerca e attesa sono state
lunghe...
Ne valeva la pena? Sì e no.
Parisina, alias Laura Malatesta, nasce a Cesena nel 1404 e muore a Ferrara nel 1425. A soli 14 anni diventa la terza moglie di Nicolò III d'Este, che di anni ne ha 34. Oggi sarebbe un pedofilo, un giovane pedofilo. All'epoca no, ma credo che quei vent'anni di differenza rappresentassero un abisso ben maggiore rispetto a oggi, perchè la vita era molto più breve e perchè adesso siamo abituati ai 75enni che vanno con le minorenni, e lo fanno con fierezza, venendo anche ammirati da molti!
Credo anche che i vecchi di un tempo fossero molto più realistici dei nostri, cioè ben consapevoli di riuscire a infilarsi in quei giovani letti solo grazie alla posizione e al potere, mentre i nostri vecchi sono convinti che i soldi non siano poi così influenti, ma che loro siano ancora dotati di fascino e altro...
Certo, infatti tutti i metalmeccanici in pensione passano le serate con delle stra-gnocche
Comunque quando alla natura viene permesso di seguire l'istinto è normale che i giovani cerchino i
giovani, così i coetanei Parisina e Ugo, figlio prediletto e illegittimo di Nicolò, si innamorano e non solo spiritualmente. La tresca va avanti per circa un anno, finchè vengono scoperti dal
marito-padre e nell'arco di poche ore condannati e decapitati. Sentenza in linea con i tempi.
Il titolo completo del saggio è "Madama Parisina, la protagonista del peccaminoso scandalo estense nella storia e nella letteratura".
Abbiamo così un libro composto da due parti. A me ha interessato davvero solo la prima, 55 pagine, "La Parisina della storia", dove viene narrata la sua vicenda.
C'è poco da dire su di lei, all'indomani delle uccisioni Nicolò ordina di distruggere tutto ciò che la riguarda, documenti, oggetti, ritratti. Pare si sia salvata solo una placca di bronzo che raffigura i profili dei due amanti.
Però la sua storia ha tutti gli elementi per essere ricordata e nel corso dei secoli in molti hanno scritto di lei: nella seconda parte, un centinaio di pagine, vengono citate o raccontate dalle opere alle novelle ai semplici accenni dedicati a Parisina, da Leopardi a D'Annunzio, da Byron a Donizetti. C'è proprio tutto e alla lunga mi è risultato decisamente pesante!
Il libro ha anche due appendici. La prima riporta le opere maggiori: la novella di Matteo Bandello, il primo a scrivere di Parisina; quella di Antonfrancesco Grazzini; la poesia di Leopardi; la tragedia lirica di Felice Romani; la poesia di Carducci e quella di D'Annunzio.
Confesso di aver dato solo una scorsa a questa appendice: le novelle sono ovviamente scritte in un
italiano troppo antico e difficile per me; come testi teatrali mi è bastato leggere "Casa di bambola" di Ibsen; e la poesia non solo non mi piace, ma mi irrita
Quindi sono arrivata in fretta alla seconda appendice, l'intervista impossibile fatta a Madama Parisina
da una delle due autrici, Roberta Iotti. Da giovane ne avevo lette un paio, una fatta da Camilleri e una da Eco, e - no - non riesco proprio a cogliervi nessuna genialità, per me sono solo delle
grandi boiate. Questa della Iotti, che porta Parisina a parlare di Lady Diana e della Monroe, più che mai
Finire il
libro con queste pagine mi ha fatto sentire un enorme plonk dentro.
