Un altro librino letto negli intervalli fra una tappa e l'altra della lettura in corso con il gruppo Brice's Hause. Cercando in rete romanzi ambientati in Germania... ne ho trovato alcuni ambientati a Bruges. Anzi, Brugge! Non si può essere stati lì e continuare a chiamarla con il nome francese, è una questione di rispetto!
Brugge è stata la meta delle nostre ferie nel 2006 e definirla magica è poco!
Innamorata come sono di questo gioiello medievale, ho affrontato questo libro con tanto entusiasmo, desiderosa di immergermi in descrizioni e atmosfere tanto amate...
Immaginate quindi la mia delusione quando dopo poche pagine il protagonista scappa da Brugge per
trasferirsi a Roma!!
Fabio mi ha sbeffeggiata per l'intera serata
Al di là di questo, il librino è molto al di fuori della mia portata e questo mi ha impedito di
apprezzarlo come penso che meriti, almeno a giudicare dalle super recensioni lette in rete. Ammetto anche che non avevo mai sentito nominare l'autore, il francese Pascal Quignard, non solo
romanziere, ma anche musicologo, saggista, soggettista e studioso di storia antica
Sono talmente ignorante che a
metà libro ho fatto una ricerca per capire se il protagonista, Geoffroy Meaume, nato a Parigi nel 1617, fosse o meno un personaggio di fantasia (lo è).
Quindi abbiamo questo Meaume che a 22 anni si trova a Brugge. Fortemente amante delle donne, viene travolto dalla passione per la figlia di un famoso orafo, nonchè giudice, della città. I due danno senso alla loro giovane età ogni volta che possono, ma lei è già stata promessa a un altro. Il fidanzato tradito sorprende i due e lancia contro di loro dell'acido ferendo lei a una mano e sfigurando lui, tanto orribilmente da essere poi rifiutato dall'amata.
Non vogliateme, non vi sto raccontando, ed eventualmente rovinando il libro: tutto ciò è anche scritto
nel risvolto di copertina. Comprando credevo che il libro mi avrebbe raccontato questa storia, invece il tutto si risolve nelle primissime pagine. Subito dopo lui scappa in Italia: basta amore,
basta Brugge
E il romanzo diventa inquieto e, per me, difficile: 116 pagine divise in 47 brevissimi capitoli, alcuni solo di poche righe, spesso costituiti unicamente da dettagliate descrizioni delle opere di Meaume. Sicuramente non una scrittura da largo consumo, penso che la passione per la storia dell'arte sia basilare per non sfociare nella noia davanti a una vita descritta attraverso le opere (di fantasia).
Meaume viaggia tantissimo per l'Europa, toccando anche tanti posti a me cari, Genova compresa, ma sono solo elenchi di destinazioni. Ama ancora, per lo meno fisicamente, ma sono solo accenni fra le righe.
Purtroppo non sono abbastanza raffinata nè colta per riuscire ad apprezzare quest'opera, è così, inutile
negarlo ![]()
Per rendere più piacevole questo post, vi regalo qualche immagine: se cercate del romanticismo dimenticatevi di Parigi, andate a Brugge!!
