Undici brevi racconti per questo librino di appena 89 pagine, metà delle quali lette in treno giovedì scorso e metà questa mattina in edicola. Sbagliando, perchè ogni racconto invita alla riflessione: credo che l'ideale sarebbe stato leggerne uno ogni tanto, ma giovedì in treno non avevo altro da fare e stamane avevo fretta di finire perchè oggi parte la mia prima avventura con il Gruppo di Lettura Brice's House, non volevo trovarmi con tre libri sul comodino!
Brigitte Giraud è rimasta vedova a soli 39 anni. Un incidente di moto, il marito ne aveva 41 e stavano insieme da vent'anni, quindi da sempre...
Credo, però, che questa tragedia non basti a spiegare il perchè della visione triste e pessimistica che ha dell'amore.
Ogni racconto narra la fine di una storia, solo in pochi casi determinata dalla vedovanza. Mi chiedo quanto le sue descrizioni siano realistiche: sono stata lasciata solo una volta, quando avevo 18 anni, e ho sofferto, sì, ma come in genere si soffre a quell'età... Non era stato facile come ne "Il tempo delle mele", questo no, ma una storia da ragazzini non ha nessun bagaglio pratico da sistemare (figli, animali, casa, conto in banca, ecc...) e solo raramente ha dei coinvolgimenti emotivi davvero importanti, anche se sul momento non lo capiamo.
Così leggendo questo libro mi sono trovata a riflettere su come solo delle donne mi abbiano spezzato il cuore, è strana questa cosa.
Sia come sia, per mia fortuna non mi sono ritrovata in nessuna delle situazioni descritte: ma è davvero così facile perdersi di vista pur vivendo insieme? Parlarsi ogni giorno senza dirsi niente? Arrivare a non sopportare più la presenza dell'altro sotto allo stesso tetto e nello stesso letto? Finire con l'odiare anche le piccole cose che amavamo?
Può davvero capitare di perdere la voglia di alimentare l'amore?
Di una cosa sono convinta: Fabio, la tua pazzia ci salverà ![]()
