Il libro "portante" del periodo è "Le amiche del venerdì sera", che sto
leggendo con il gruppo di lettura Brice's House: siamo appena all'inizio e non mi sta piacendo granchè ![]()
Essendo anche un libro abbastanza ingombrante come dimensioni, ho pescato dalla libreria uno dei miei librini (147 pagine) che sono perfetti da leggere in treno quando vado in centro. Giovedì
l'ho quindi iniziato, leggendone più di metà fra andata e ritorno. Sono racconti, perciò avrei potuto leggere il seguito alla successiva occasione di spostamento, senza perdere il filo, ma le
storie lette mi erano piaciute e sono andata avanti da casa.
Dopo la placidità della Austen e il piattume della Jacobs (magari mi ricrederò proseguendo con la lettura, ma per ora la penso così), il modo di scrivere di Margarita García Robayo è stato
una piacevole sveglia.
Avevo comprato questo libro proprio perchè era uno di quelli ideali per i miei piccoli spostamenti, ma
anche per l'immagine di copertina ![]()
Quel micio e il peso piuma mi avevano fatto superare la mia solita e ingiustificata antipatia verso
tutto ciò che è ispanico e latino-americano ![]()
E' il romanzo di esordio di una giovane giornalista colombiana, che vive e lavora in Argentina, e mi è
piaciuto molto.
Nove brevi racconti, ciascuno dei quali ha come protagonista una donna. Gli uomini ci sono, ma tutti
hanno ruoli minimi. O meglio, ognuno ha il suo peso specifico nella vita delle protagoniste, ma questo è al 100% un libro al femminile.
Le storie si intrecciano fra loro e spesso lo stesso episodio viene raccontato dai diversi punti di
vista di chi lo vive. E' quello che rende particolare il libro portando a riflettere su come spesso diamo molta importanza a qualcosa, cose di cui il più delle volte ci preoccupiamo
relazionandoci con gli altri, mentre questi altri neppure le notano. O viceversa. Sia come sia, ci facciamo davvero troppi problemi per nulla.
Trovo inoltre che l'autrice sia stata bravissima a dare molta personalità ad ognuna delle nove donne,
pur dedicando loro poche pagine: molti scrittori non ci riescono in tomi di parecchi centimetri!
